Qualche giorno fa il magnate dell’editoria aveva accusato Google di “cleptomania” e “attività parassitarie”. Il tycoon australiano ha minacciato di bloccare l’accesso tramite motore di ricerca alle notizie sui suoi quotidiani, ovvero i britannici Sun e Times e l’americano Wall Street Journal. L’idea di Murdoch è quella di lanciare abbonamenti per le edizioni online.

La risposta di Google non si è fatta attendere spiegando come l’azienda di Murdoch, come ogni altra, se vuole può chiedere di togliere in qualsiasi momento i suoi contenuti dal motore di ricerca. La società ha spiegato che grazie a “semplici standard tecnici le notizie possono essere rimosse in qualsiasi momento”, e chi le produce ha “il completo controllo su se e quanto dei loro contenuti appare in caso di ricerca”.

Google

Dopo un mese (ed estenuanti trattative tra Gates e Murdoch per formare un alleanza contro Google) arriva la notizia che il motore di ricerca ha deciso di assecondare il magnate australiano. L’edicola virtuale ora non sarà più senza fondo: Google dice che permetterà agli editori di limitare l’accesso massimo a cinque articoli leggibili attraverso il suo motore di ricerca. Con il metodo “first click free”, ora, dopo i cinque accessi all’editore sarà possibile richiedere un pagamento.

Tutto questo per arrivare a ciò che la News Corp. sta meditando da tempo ovvero ad arrivare “a diverse opzioni pur di avere un onesto anche se modesto pagamento” per il valore che i creatori di contenuti offrono agli aggregatori. Google sostiene che il suo servizio “regala” ai giornali 100mila click al minuto. Gli editori rispondono che quei click non portano ricchezza. La “regola del cinque” adesso riapre i giochi.

Fonte: Repubblica , Ninja Marketing

Autore: Bonati Mattia